Fu a partire dal 1942 che mons. Giuseppe Zaffonato dette inizio a una nuova sala parrocchiale che doveva sorgere di fianco all'oratorio San Pio X.

L'elezione a vescovo di mons. Zaffonato, ma soprattutto gli eventi bellici e i difficili anni del primo dopoguerra fermarono ogni avanzamento dei lavori dopo che erano state erette le prime opere murarie.Il problema si presentò per la parrocchia nel 1952 quando il nuovo piano regolatore della città mise in progetto la risistemazione del centro storico e il conseguente abbattimento della gloriosa sala "Utile Dulci".La cura della sala parrocchiale per le comunità cristiane degli anni 30-50 era uno dei punti cardine della pastorale sia giovanile che del tempo libero.

Basti pensare che, oltre all'Utile Dulci, per le sole parrocchie del comune di Valdagno esistevano pienamente funzionanti le seguenti sale parrocchiali:

  • "Fede e scienza" a Novale (con una capacità di 350 posti),
  • "San Gaetano" a Maglio (420),
  • "Vittoria" a San Quirico (330), che era il più antico di tutti
  • "Aurora" a Piana (50 posti).

Oltre alla proiezione di film, era dato ampio spazio alle attività teatrali: la "Filodrammatica" di Valdagno aveva conosciuto grandi successi. Come si vede la tradizione teatrale a Valdagno ha origini ben antiche.

D'altra parte le contingenti preoccupazioni imposte dal piano regolatore mettevano in maggior risalto i limiti che dimostrava la sala Utile Dulci, la quale, benchè provvista di ben 469 posti a sedere, chiaramente non era più sufficiente per una comunità parrocchiale che nel 1950 aveva raggiunto le 13.000 anime.Mons. Bortolo Meggiolaro, arciprete a Valdagno dal 1944 al 1957, dette avvio nel 1954 al completamento della sala parrocchiale affidandone l'esecuzione dall'ing. Paolo Zaupa, lo stesso che nel 1942 era stato il progettista.Si prevedeva una rapida conclusione dei lavori, ma ben presto vennero incontrati notevoli ostacoli sia di carattere economico che da parte della concorrenza, la quale disponeva in quegli anni della sala Corallo.

Le pratiche si trascinarono a lungo da un ufficio all'altro dei tanti uffici provinciali e nazionali competenti, finchè vennero sbloccate dall'intervento sollecito e deciso del vescovo mons. Zinato. Il preventivo stimato in 30 milioni si rivelò, come sempre accade, ben presto insufficiente e mons. Meggiolaro pensò di fare fronte ai debiti con l'apertura di un prestito tra i parrocchiani. Essi poterono superare difficoltà di ogni genere soprattutto grazie al dinamismo di don Federico Evarelli, il cappellano incaricato dell'assistenza dell'oratorio. Così, quando la sera del 7 settembre 1956 ebbe luogo il grandioso spettacolo inaugurale alla presenza del vescovo mons. Zinato e di numerose autorità, la stampa registrava che si inaugurava il più bel teatro parrocchiale d'Italia e il più bel teatro toutcourt del Veneto. Le strutture erano veramente d'avanguardia e permettevano degli effetti scenici veramente strabilianti, che fecero stupire i valdagnesi presenti. Ma anche in quel caso per i buoni sacerdoti della parrocchia non mancò qualche amarezza, visto che il vescovo presente, annotò on vivo disappunto che alcune parti dello spettacolo, in particolare i balletti, non erano conformi allo spirito e alle indicazioni pastorali correnti in quegli anni. Così le rappresentazioni successive, che ripetevano per il grande pubblico lo spettacolo inaugurale a prezzi popolari, andarono in scena con qualche taglio.